giovedì 13 giugno 2013

24/5/13 L’ALTRA FACCIA DELL’EVASIONE FISCALE

C
aro Augias, Equitalia sarà pure “un mostro”. Ma voglio raccontarle la mia esperienza di revisore dei
conti. Alcuni anni fa venni incaricato da un piccolo Comune del centro Italia di rivedere le cartelle esat-toriali confrontandole con il catasto degli immobili, le licenze commerciali, la composizione dei nu-clei familiari, le concessioni di suolo pubblico eccetera. Insomma una revisione globale dello stato finanzia-rio di quel Comune come altri fortemente indebitato. Ci siamo messi al lavoro con i miei collaboratori e in
capo a qualche mese abbiamo redatto il quadro di sintesi della nostra ricerca. Il risultato era spaventoso. Im-poste e tasse non riscosse da anni, ricorsi vinti mai portati a riscossione, cartelle esattoriali palesemente ina-deguate e mai aggiornate. Quel Comune perdeva ogni anno somme considerevoli che andavano ad aggra-vare il già disastrato bilancio. Con una certa fierezza abbiamo consegnato i nostri tabulati alla Giunta sicuri
di vedere le finanze pubbliche rifiorire e alcuni importanti progetti portati a compimento: nuovi locali per
scuola elementare e asilo nido, piccolo giardino sulla piazza dello stesso Comune. Non è successo niente. I
tabulati sono finiti in un cassetto dove tranquillamente dormono da anni.
Lettera firmata
L’ALTRA FACCIA DELL’EVASIONE FISCALE
A
nche Equitalia, cioè la riscossione dei tributi, co-me la rimozione e lo smaltimento delle immon-dizie fa parte di quelle funzioni pubbliche con le
quali gli italiani hanno forti problemi di convivenza. Ci
sono città del nord Europa che pagherebbero per avere
i nostri rifiuti con i quali scaldano le case e producono
elettricità. Noi li trasformiamo in veleni per i campi e le
falde sotterranee. Le tasse vengono riscosse ovunque
nel mondo civilizzato ma non si hanno notizie degli eter-ni conflitti che questa funzione (sgradevole che sia) sca-tena da noi. Le critiche ad Equitalia sono state fonda-mentalmente due: essere implacabile nella riscossione
creando non pochi e a volte preoccupanti disagi per sin-goli ed imprese in tempo di crisi. Aver discriminato a fa-vore dei “ricchi e potenti” concentrando il suo rigore sui
“piccoli e poveri”. La destra ha aggiunto a queste critiche
la consueta dose antistatale per cui Alemanno a Roma
ha potuto impostare sulla cancellazione di Equitalia la
sua campagna elettorale. I manifesti con lo slogan “Ab-biamo cancellato Equitalia” strizzano chiaramente l’oc-chio al vecchio e mendace “Meno tasse per tutti” di al-cuni anni fa. Come tutte le riforme mal fatte (abolizione
dell’Ici in primis ) anche questa rischia di creare scom-pensi gravi essendo molti Comuni impreparati alle nuo-ve incombenze. A questo s’aggiunge l’inconveniente se-gnalato dal nostro lettore e cioè la riluttanza di un orga-nismo eletto a farsi esattore puntuale dei propri elettori

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