venerdì 16 agosto 2013

IL CASO SNOWDEN COME L’ANTIGONE DI SOFOCLE

C
aro Augias, se gli sviluppi del caso Edward Snowden sono una cartina di tornasole per verificare parole co-me verità, dovere, moralità, privacy, libertà, credo che il risultato sia tragico. Questo coraggioso ha de-nunciato un fatto di tale magnitudine che fa diventare ingenue e primitive le microspie della Nkvd. Siamo
di fronte a un tale attentato alla nostra privacy, libertà di opinione, di associazione che neppure Orwell l’avreb-be concepita. Questo scandalo è stato gestito così bene dai controllori che la notizia è stata presentata come se
si trattasse dell'ennesimo scandaluccio finanziario o di un ministro che scappa con un’attricetta. A me sembra
tragico che politici, sindacalisti, organizzazioni di cittadini e opinion makers siano rimasti in un tale silenzio e
che la maggioranza dei governi, fedeli solo al Grande Fratello Americano, non abbiano spezzato alcuna lancia
per questo eroe. Lei non crede che un caso come questo dimostra non solo che la nostra libertà è in serio peri-colo ma pure che i valori più importanti come verità, giustizia, onestà stanno scomparendo?
Jorge Pescio  - jorgepescio@hotmail.it
IL CASO SNOWDEN COME L’ANTIGONE DI SOFOCLE
L
a mia opinione è che non abbiamo sufficienti
informazioni per capire davvero chi sia questo
giovane dalla faccia molto simpatica, quali reali
motivazioni l’abbiano spinto, se la sua clamorosa de-nuncia si giovi di collegamenti, aiuti, interessi indebiti.
È difficile decifrare le faccende di spie per i noti giochi di
specchi che le distinguono, ma è altrettanto difficile giu-dicare le storie di contro-spie. Può darsi che il giovane
Snowden sia uno di quegli idealisti americani che han-no in Henry David Thoreau il loro punto di riferimento,
un campione dell’innocenza americana; ma non sono
impossibili, al momento, motivazioni diverse. Leggo,
tra l’altro, che il giovane Snowden si è anche guadagna-to il diploma di “Hacker etico” per aver completato un
corso di antipirateria digitale mentre lavorava come
contractor della National security agency (Nsa) – meno
nota della Cia ma ancora più potente e attrezzata – che
sorveglia la sicurezza interna degli Usa. Non sappiamo
nemmeno chi sia realmente il soldato Bradley Manning
detenuto in condizioni inumane per un reato analogo
né conosciamo bene le reali motivazioni di Julian As-sange. Possiamo solo presumere la buona fede di que-sti giovani, immaginare cioè che nel loro tenebroso la-voro si siano trovati davanti a situazioni così ripugnan-ti alla coscienza da spingerli violare il giuramento pre-stato al momento di assumere quell’incarico. Se così
fosse (ed è possibile) saremmo di fronte all’ennesimo
caso già esposto da Sofocle nella tragedia “Antigone” di
contrasto tra la legge scritta e la superiore legge morale
umana. Se così fosse il giovane Snowden potrebbe dav-vero essere considerato un ero

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