mercoledì 28 agosto 2013

IL PAPA “PONTIERE” TRA CRISTIANI E EBREI

G
entile Augias, la Chiesa di Roma è in procinto di dichiarare santi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Il
papa polacco a me pare una figura controversa anche se molto amata tra i fedeli come dimostra il fa-moso cartello “Santo subito” innalzato durante i funerali. Mi hanno invece profondamente commos-so la bontà e l’umanità di papa Roncalli, Giovanni XXIII. Il giorno dopo la sua morte, partecipai alle esequie
in piazza san Pietro. Alcune persone di mia conoscenza non lo apprezzavano perché aveva sdoganato i co-munisti come dicevano. Mi hanno anche detto che alcuni esponenti vaticani e una certa corrente pubblici-stica di stampo antisemita lo ritengono responsabile dell'intrusione degli ebrei negli affari ecclesiastici, cosa
che i suoi predecessori avevano impedito. Ammesso che queste idee abbiano dignità per essere discusse do-ve potrebbero trovare un loro fondamento, o pretesto?
Porfirio Russo — porfirio.russo@live.it
IL PAPA “PONTIERE” TRA CRISTIANI E EBREI
I
l pretesto di cui parla il signor Russo, del resto mol-to noto e ormai affidato alla storia, potrebbe esse-re la dichiarazione conciliare Nostra Aetate pro-mulgata nel 1965 quando papa Roncalli era già mor-to ma che ha un suo significativo precedente in un
commovente incontro avvenuto qualche anno pri-ma. Il 13 giugno 1960 Angelo Roncalli, che era stato
eletto papa col nome di Giovanni XXIII solo un anno
e mezzo prima, ricevette in udienza lo storico Jules
Isaac, estensore, insieme ad altri intellettuali, dei fa-mosi “10 punti di Seelisberg” con i quali, dopo la tra-gedia della Shoah, si cercava di riannodare il dialogo
fra cristiani ed ebrei. I precedenti erano scoraggian-ti. Un incontro fra Isaac e Pio XII avvenuto il 16 otto-bre 1949 era andato molto male. Quando lo storico
aveva offerto al pontefice il documento, papa Pacel-li aveva detto gelidamente: «Lo appoggi pure su quel
tavolo». Giovanni XXIII non solo accolse il documen-to, ma quando Isaac, la cui famiglia era stata stermi-nata ad Auschwitz, gli chiese se poteva nutrire qual-che speranza, rispose testualmente: «Vous avez droit
à plus que de l’espoir », lei ha diritto a più di una spe-ranza. Papa Roncalli morì il 3 giugno 1963, Jules Isaac
tre mesi dopo. La Dichiarazione conciliare Nostra Ae-tate , promulgata nel 1965, al punto 4 diceva: “Scru-tando il mistero della Chiesa, il sacro Concilio ricor-da il vincolo con cui il popolo del Nuovo Testamento
è spiritualmente legato con la stirpe di Abramo... Per
questo non può dimenticare che ha ricevuto la rive-lazione dell’Antico Testamento per mezzo di quel
popolo con cui Dio, nella sua ineffabile misericordia,
si è degnato di stringere l’Antica Alleanza...”. Era un
nuovo inizio che proprio papa Wojtyla avrebbe defi-nitivamente consacrato durante la visita in sinagoga
quando benedisse gli ebrei “Nostri fratelli maggiori

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