domenica 20 ottobre 2013

TROPPO CHIASSO INTORNO ALL’AMNISTIA

G
entile Dott. Augias, mi sto chiedendo perché il tema dell’amnistia e dell’indulto siano collegati al caso per-sonale di Berlusconi. A meno che non ci sia malafede da parte di qualcuno, le questioni sono diverse. Se
l’obiettivo di un provvedimento di clemenza è ridurre il numero dei reclusi, perché investire anche le po-sizioni di coloro che (come B), in carcere non ci andranno?
Stefano Corradi –  Besozzo (Va)
Gentile Augias, vedo preoccupati Quagliariello e Schifani per la situazione carceraria, impegnati ad assecon-dare Napolitano per lo svuotamento delle carceri. Per poi affermare che se l’amnistia non riguardasse Silvio sa-rebbe una lex contra personam. Perché prendersela tanto? Infatti il carcere non si svuoterebbe nemmeno di un
centimetro perché Silvio non sarà incarcerato ma andrà ai servizi sociali.
Alberto Messersi–  messalbe@yahoo.it
TROPPO CHIASSO INTORNO ALL’AMNISTIA
C
osì numerose altre lettere che colgono la stru-mentalità del chiasso sollevato intorno alla pro-posta del Presidente Napolitano. Il retroscena è
trasparente: fare chiasso sulla legge di stabilità, sul-l’amnistia, su un qualunque altro pretesto, nel tentati-vo di far cadere il governo sperando nelle urne. E che il
paese si danni, pazienza. E dire che il ministro Qua-gliariello aveva espresso un’opinione talmente pacifi-ca da sembrare ovvia: «Se le forze politiche e il Parla-mento decidono un provvedimento di amnistia è evi-dente che deve valere per tutti. Non è pensabile che
valga per tutti tranne che per uno perché la legge è
uguale per tutti». Chi mai potrebbe contraddirlo? Lui
stesso indica la giusta soluzione allo spinosissimo ca-so. Il ministro della Giustizia Cancellieri ha però preci-sato non smentita: «I reati finanziari non sono stati mai
presi in considerazione nei provvedimenti di amnistia
e indulto». Il discorso a rigor di logica dovrebbe finire
lì. Silvio Berlusconi è stato condannato in via definiti-va dalla Cassazione per frode fiscale (frode, non eva-sione) reato finanziario dei più gravi ad accentuato ca-rattere antisociale. Dunque sia applicato il principio
invocato dal ministro Quagliariello: la legge è uguale
per tutti e la legge ha sempre escluso questo tipo di de-litti da ogni provvedimento di clemenza. Pretesti ov-viamente, schermaglie, al di sotto delle quali c’è una
verità che Pier Ferdinando Casini ha riassunto in po-che parole: «Basta rimanere imprigionati su Berlusco-ni. Se serve al Paese si debbono prendere dei provve-dimenti, anche di clemenza sulle carceri. Lo si faccia e
ci si emancipi finalmente da Berlusconi». Questo il
succo della faccenda: dopo vent’anni basta, basta per
carit

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