domenica 12 gennaio 2014

PERCHÉ LO STATO PAGA LE SIGARETTE AI MIGRANTI

E
gregio dottor Augias, so benissimo che quanto sto per dire, a lei e ai lettori di Repubblica, è materia sensibile e controversa. Vorrei fare qualche considerazione in merito ai migranti di Lampedusa. Il budget
per ogni ospite del centro di accoglienza è di 33,42 euro al giorno. Moltiplicati per 30 giorni fanno 1002
euro al mese. Mia suocera pur avendo pagato i contributi per 20 anni prende 500 euro al mese di pensione…
e non può certo permettersi le sigarette. Dall’inizio dell’anno la cooperativa “Lampedusa accoglienza”, che
gestisce i due centri per i migranti sull’isola, ha speso 450 mila euro per le sigarette. Il capitolato di appalto col
ministero dell’Interno prevede infatti che venga fornito a ogni migrante maggiorenne un pacchetto di sigarette al giorno. La domanda che faccio, con discrezione ma con altrettanta forza è se questo le sembra giusto.
Se non crede che l’accoglienza verso esseri umani infelici sia giusta ma che non lo sia lo sperpero del denaro
pubblico. Per il fumo, poi.
Giordano Barberini— giordano.barberini@teletu.it
PERCHÉ LO STATO PAGA LE SIGARETTE AI MIGRANTI
È
materia così sensibile e controversa che la notizia, resa pubblica giorni fa dall’Ansa, è stata
enfatizzata soprattutto dai giornali di destra.
Queste le prime righe del dispaccio: «Dall’inizio dell’anno la cooperativa ‘‘Lampedusa accoglienza’’, che
gestisce i due centri per i migranti sull’isola, ha speso
450 mila euro per le sigarette. Il capitolato di appalto
col ministero dell’Interno prevede infatti che venga
fornito a ogni migrante maggiorenne un pacchetto di
sigarette al giorno». Lascerei da parte la suocera del signor Barberini e i suoi buoni motivi di risentimento.
Sono ben altri i problemi di quella gente che non le sigarette, le quali possono anche essere usate (è stato
detto anche questo) come una specie di tranquillante per aiutarli cioè ad affrontare situazioni drammatiche; se volessimo affrontare la questione in termini
brutali: a tenerli buoni. La verità è che tutti i paesi europei, non solo l’Italia, sono impreparati ad affrontare problemi nuovi di queste dimensioni; passano da
un eccesso all’eccesso opposto. È di pochi giorni fa la
storia tremenda della disinfezione fatta con la pompa, eccesso intollerabile. Ora la storia delle sigarette,
un pacchetto al giorno; eccesso anche questo. Con la
fine del 2013 anche il Regno Unito ha dovuto aprirsi a
romeni e bulgari. Titoli eccessivi sui giornali inglesi
della sera: ci invaderanno. Per fortuna ci sono anche
altre storie. Da Bari Giuliano Foschini ci ha raccontato (Repubblica, 6.1.14) la vicenda di due ragazzi, un
somalo e un eritreo, campioni di corsa, scoperti in un
campo. L’aspetto incredibile è che la stessa storia
(chiusa in modo molto diverso) la racconta Giuseppe
Catozzella nel romanzo-veritàNon dirmi che hai
pauraappena uscito da Feltrinelli

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