C
aro Augias, “nella Curia c'è gente sana, veramente sana. Ma esiste anche una corrente di corruzione, dav-vero. Si parla di lobby gay, ed è vero... dobbiamo vedere cosa possiamo fare...”. Sarebbero queste le parole
pronunciate da papa Francesco il 6 giugno nel corso di un incontro con i rappresentanti della Confedera-cion Latinoamericana y Caribena de Religiosas y Religiosos (Clar). Già Benedetto XVI aveva espresso sgomento
per “la veste e il volto deturpati della Chiesa”, aveva dovuto constatare come, nella rete di Pietro, “si trovano an-che pesci cattivi”. Il nuovo Pontefice argentino ci deve riconciliare con il volto bello della Chiesa. Sarebbe una bea-titudine per me, fervente cattolico-cristiano, vedere una Chiesa più povera, più sana, più pulita, dove al primo po-sto ci fosse non il denaro ma Dio, come voleva Gesù. Questo è il mio sogno, forse riuscirò a vederlo realizzato.
Franco Petraglia– Cervinara (Av)
IOR, LE SPERANZE RIPOSTE IN FRANCESCO
A
uguro anch’io al signor Petraglia di vedere rea-lizzato il suo sogno, se ne avvantaggerebbero
non solo i cattolici ma, per restare al nostro pae-se, tutti gli italiani. Se poi a una Chiesa risanata si unis-se anche una Chiesa più discreta nell’esercitare la sua
influenza sulle faccende della repubblica italiana, po-tremmo parlare di un importante miglioramento della
situazione. Da parecchio tempo questo giornale non-ché, per la mia piccola parte, questa rubrica sostengo-no linee di condotta finalmente fatte proprie da (alcu-ne) alte gerarchie vaticane e dallo stesso papa France-sco. Abbiamo avuto reazioni spazientite, in alcuni casi
moleste o insultanti; le frange oltranziste del mondo
cattolico non avevano capito che le critiche in buona fe-de possono essere ascoltate e discusse prima di respin-gerle. Era accaduta la stessa cosa ai tempi dello scan-dalo della pedofilia. In Italia quei fatti sono giunti atte-nuati ma in altri paesi, per esempio Stati Uniti e Ger-mania, hanno avuto effetti devastanti dal punto di vista
spirituale ed economico. Ci volle un certo tempo prima
che papa Ratzinger esprimesse con la forza dovuta lo
sconcerto e l’amarezza per quanto era accaduto e sta-va accadendo. Anche allora, i giornali che davano con-to della gravità degli episodi furono attaccati. Se il si-gnor Petraglia ha un sogno, un cronista estraneo come
me osserva con la più rispettosa attenzione. Curioso di
vedere se papa Francesco avrà la forza di superare le
forti resistenze, se riuscirà davvero ad aprire le stanze
maleodoranti dello Ior, far luce sui suoi compiacenti
conti segreti, se arriverà addirittura a svelare il mistero
della fine di Emanuela Orlandi, le vere ragioni del tri-plice omicidio commesso dentro le sue mura nel mag-gio 1998. Il vice caporale Cédric Tornay venne fatto pas-sare per uno squilibrato omicida e suicida. Tutti s
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