E
gregio dottor Augias, il consumo di carni suine è proibito per motivi religiosi. Il rifiuto del servizio milita-re è lecito se il credo lo rifiuta. Si può abbandonare un evento in cui c’è una cantante se la fede proibisce
il canto femminile in pubblico. Niente trasfusioni di sangue se vietate dal credo. E così via. Alcune cre-denze ignorano bandiere, inni nazionali e ora di religione a scuola. Il 27 aprile scorso Repubblica ha pubblica-to il biasimo di un lettore per gli Schützen che hanno disertato l’Inno di Mameli. Gli Schützen hanno un’etica
religiosa che disdegna sia promesse (non mantenute) di prontezza alla morte, sia (inconsce) frasi quali la crea-zione di entità schiavistiche. Un tale orientamento dovrebbe ottenere il rispetto riservato alle situazioni sopra
riportate. I contributi regionali, contrariamente a quanto si pensa, non provengono da rimesse statali. L’im-porto è costituito per il 90% dalle imposte che lo statuto speciale consente di trattenere nel territorio. Diverso è
il comportamento di altre regioni. Il Corpo Forestale siciliano è composto da 841 ufficiali e da 14 agenti; un com-ponente di una commissione regionale è stato assunto (retribuzione annua: 48.600 euro) con l’unico incarico
di suonare lo zufolo per i balli folcloristici. Sono denari non prodotti localmente, ma pagati da altri.
Eva Klotz — Bolzano (suedtiroler. freiheit@landtag-bz.org)
gregio dottor Augias, il consumo di carni suine è proibito per motivi religiosi. Il rifiuto del servizio milita-re è lecito se il credo lo rifiuta. Si può abbandonare un evento in cui c’è una cantante se la fede proibisce
il canto femminile in pubblico. Niente trasfusioni di sangue se vietate dal credo. E così via. Alcune cre-denze ignorano bandiere, inni nazionali e ora di religione a scuola. Il 27 aprile scorso Repubblica ha pubblica-to il biasimo di un lettore per gli Schützen che hanno disertato l’Inno di Mameli. Gli Schützen hanno un’etica
religiosa che disdegna sia promesse (non mantenute) di prontezza alla morte, sia (inconsce) frasi quali la crea-zione di entità schiavistiche. Un tale orientamento dovrebbe ottenere il rispetto riservato alle situazioni sopra
riportate. I contributi regionali, contrariamente a quanto si pensa, non provengono da rimesse statali. L’im-porto è costituito per il 90% dalle imposte che lo statuto speciale consente di trattenere nel territorio. Diverso è
il comportamento di altre regioni. Il Corpo Forestale siciliano è composto da 841 ufficiali e da 14 agenti; un com-ponente di una commissione regionale è stato assunto (retribuzione annua: 48.600 euro) con l’unico incarico
di suonare lo zufolo per i balli folcloristici. Sono denari non prodotti localmente, ma pagati da altri.
Eva Klotz — Bolzano (suedtiroler. freiheit@landtag-bz.org)
Credo che quando si polemizza sarebbe bene
farlo a viso aperto non facendosi scudo di un
pretesto. La motivazione che gli Schützen
avrebbero abbandonato i luoghi quando è stato suo-nato l’Inno di Mameli spinti da motivazioni religiose è,
con ogni rispetto, ipocrita. Se la signora Klotz, consi-gliera regionale, o una compagnia di Schützen avesse-ro ascoltato le parole della Marsigliese che avrebbero
mai fatto? Tanto per dare un’idea: «Sentite nelle cam-pagne muggire questi feroci soldati? Arrivano fino alle
nostre braccia per sgozzare i nostri figli e le nostre don-ne. Che (il loro) sangue impuro abbeveri i nostri sol-chi». Si parla di soldati tedeschi, per capirci. Dobbiamo
scandalizzarci? Non dobbiamo. Gli inni nazionali o as-similati sono tutti retorici, scritti con l’enfasi dei tempi
in cui sono nati. Quello italiano, composto da un pa-triota ventenne poi morto nella difesa della Repubbli-ca romana, non fa eccezione. Nascondersi dietro il ri-chiamo a “entità schiavistiche” non è degno dell’intel-ligenza della signora Klotz che sicuramente avrà senti-to parlare del neoclassicismo e del culto di Roma in età
romantica. La verità è che i pittoreschi Schützen si so-no abbandonati ad un gesto rozzo, inutilmente offen-sivo verso il paese di cui anche loro sono cittadini. Po-stilla: il fatto che il 90% dei fondi provenga da rimesse
locali non diminuisce i costosi privilegi di cui la pro-vincia autonoma di Bolzano gode
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