E
gregio Dottor Augias, è incontestabile che la legge Severino non abbia natura, né effetti, penali. Non
commina sanzioni. Può dunque essere retroattiva al contrario di quanto da tre mesi vanno procla-mando i fedelissimi del “leader”. È una legge di rilevanza amministrativa o, meglio, istituzionale poi-ché si occupa del funzionamento di una Istituzione dello Stato. Il Senato avrebbe dovuto prenderne atto e
ratificare quanto da essa previsto senza necessità di strologare su fantomatiche interpretazioni. Invece un
certo numero di “esperti” e, soprattutto, di politici di lungo e discutibile corso, continua a sollevare prete-sti ormai da tre mesi, comprese assurde richieste di rinvii sine die, violando, non solo lo spirito della legge
Severino, ma il suo principale scopo: liberare il Senato da personaggi immeritevoli di farne parte, non in
tempi biblici, ma “immediatamente”, cioè a dire in pochi giorni, il tempo necessario per stabilire se c’è una
condanna definitiva e se il condannato fa parte dell’Assemblea. Ciò che è più grave e sconcerta, è che tali
zuffe, ordite dalla falange dei fedelissimi, a giorni alterni, minacciano di mandare all’aria il governo.
Avvocato Saverio Asprea — Carpi
MONTESQUIEU E LO SPIRITO DELLA LEGGE
C
olgo le precisazioni giuridiche di un uomo di
legge come l’avvocato Asprea. A queste ag-giungo alcune considerazioni più ordinarie.
La legge detta Severino, è un testo unico che legife-ra sui casi di incandidabilità e sul divieto di ricopri-re cariche elettive e di governo dopo una sentenza
di condanna definitiva per reati non colposi. Entrò
in vigore a gennaio 2013 (voluta dal governo Monti)
approvata con maggioranze schiaccianti sia alla
Camera (480 contro 19) sia al Senato (256 contro 7).
Venne applicata per la prima volta per le elezioni del
2013 portando 37 consiglieri tra provinciali e co-munali a decadere. Fin lì tutto bene. Quando però
la legge ha toccato l’ex presidente del Consiglio so-no cominciati i guai che sono tuttora ben lontani
dall’essere finiti come dimostra il fatto che la vota-zione sulla decadenza del pregiudicato Berlusconi
continua ad essere rimandata. Nel frattempo chis-sà quali opere di convincimento verranno messe in
opera, come fa temere il passato. Ai miei occhi di
profano lo spirito di quella legge appare evidente. Di
fronte alla corruzione dilagante che sta divorando il
Paese, si voleva che almeno gli organi legislativi fos-sero ripuliti dai casi più evidenti di persone indegne
di sedervi. Ricordo che nella classifica dei Paesi più
corrotti noi siamo scesi più o meno al livello di Mes-sico e Grecia. Lo spirito delle leggi, come insegnava
Montesquieu, è importante. Quello che anima la
Severino è così trasparente che proprio il ritardo
nella sua applicazione conferma il livello di corru-zione che la legge intendeva contrastare.
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