lunedì 18 novembre 2013

SE PERDIAMO ANCHE LA VERGOGNA

C
arissimo Augias, esistono nel nostro ordinamento giuridico leggi, sia penali che civili, che possono, do-vrebbero colpire, con somma fatica, tra cento cavilli, i rappresentanti che si comportano da mariuoli.
Bei tempi quelli dei mariuoli, non solo perché avevamo 20 anni di meno, ma perché nei ladrocini di al-lora c’era una freschezza che comportava, se scoperti, una certa vergogna, un pentimento che ti dava la sensa-zione che non tutto fosse da buttare. Mancava, il cupio dissolviche oggi sembra la nostra connotazione di fon-do. Come anche lei ha scritto mercoledì con quel richiamo all’8 settembre 1943. Mi rendo conto di avere fatto
un classico discorso da bar, e me ne dispiace, ma vorrei aggiungere ancora una postilla. Se i mariuoli, forse, pos-sono essere colpiti, da leggi e provvedimenti, nei confronti dei nostri rappresentanti onesti ma non all’altezza,
diciamo sbrigativamente “scemi”, che dicono, fanno, o propongono cose ridicole e assurde in Parlamento, che
difesa abbiamo?
Marco Pigliapochi— marco.pigliapochi@yahoo.it
SE PERDIAMO ANCHE LA VERGOGNA
N
on abbiamo difesa e vorrei dire che è un bene.
Semmai il cruccio è il contrario, è che il rap-presentante del popolo non esca abbastanza
allo scoperto, che si limiti a pigiare un bottone se-guendo le indicazioni del capogruppo, per cui rara-mente sappiamo con chi abbiamo a che fare, anche
perché sono un migliaio e non è facile. Poniamo il ca-so della deputata M5S Emanuela Corda. Nella seduta
di martedì, ha pensato di aggiungere alla commemo-razione delle vittime di Nassiriya anche il kamikaze
marocchino che si lasciò esplodere provocando la
strage. Ora sappiamo meglio chi è quella deputata fi-no a ieri anonima. Servirà a poco, data l’attuale legge
elettorale che manda in Parlamento non degli eletti
ma dei nominati dalle segreterie dei partiti. Però sap-piamo meglio come ragiona la deputata Corda. Il suo
pensiero latente è chiaro: attenzione, voleva dire, sia-mo tutti vittime di un sistema imperialistico, finan-ziario, bancario, dominato dalle grandi corporation,
insomma quello che Toni Negri battezzò in un suo li-bro L’Impero. La povera Corda non ha valutato che ci
sono momenti in cui è opportuno che l’ideologia ce-da il passo alla prevalente sensibilità collettiva. Vole-va il suo momento di celebrità, l’ha avuto. Sulla que-stione di fondo il signor Pigliapochi ha ragione; nel
febbraio 1994 quando venne scoperto il “mariolo”, ci
fu un sussulto tale da mandare in pezzi l’intero siste-ma dei partiti in piedi dalla fine della guerra. Successe
quello che successe, ce lo siamo raccontato cento vol-te. Ma l’aspetto da sottolineare fu il colpo di frusta che
fece reagire il paese, una specie di lavacro collettivo,
diciamo pure un sentimento di vergogna. Di cui og

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